martedì 5 marzo 2019

Canali in Val Serenaia, cose da fare e non fare….





Era una notte buia e tempestosa…..in realtà no: la luna, quasi piena, splendeva alta nel cielo e il clima mite e la completa assenza di vento hanno aiutato i ritardatari così che tutto è andato bene e nessuno si è fatto male. 
Questa però è la fine della storia, l’inizio è come sempre a novoli (Firenze) alle 6 del mattino dove in 16 ci ritroviamo per partire alla volta della Val Serenaia in Apuane (come si suol dire noi dilettanti del mestiere dell’alpinista, visto che l’Italiano vorrebbe “nelle Alpi Apuane”).
La poca neve rimasta nel bosco è già molto dura dal principio e una bella lastra di ghiaccio ricopre il parcheggio e la forestale che si addentra in direzione degli Zucchi di Cardeto, elevazioni minori tra le cime più note di Pisanino e Cavallo. 





Ci dividiamo in tre gruppi: due con destinazione gli zucchi, l’altro il Grondicile / il contrario: la via prescelta sugli zucchi era il canale della Galleria per alcuni mentre per altri il canale di sx al pizzo di mezzo. Il terzo gruppo invece dopo aver valutato le condizioni del grondilice troppo magre si dirige alla volta della via dei Chiavaresi al monte Contrario.

Insieme ai miei compagni di viaggio, due cordate, partiamo un po’ prima degli altri e ci dirigiamo verso il pizzo di mezzo non volendo trovarci tutti sulla Galleria, cosa che poi invece accadrà visto che non troviamo l’attacco del nostro canale.




Già da subito perdiamo tempo e ci facciamo raggiungere e superare dal gruppone, ma non siamo preoccupati tanto lo scopo è fare il canale e scendere dallo stesso....non fare certo tutta la traversata che prevede la salita del canale della galleria, poi i pendii del pizzo Maggiore e successivamente la cresta fino alla forcella del canale di discesa….quello che avremmo dovuto fare originariamente.
Il canale è molto incassato e le condizioni ottimali, neve dura quasi ghiaccio a tratti, facciamo l’ultima parte a tiri, chiodando e proteggendosi, creando un tappo pazzesco e una volta scollinati prendiamo la seconda decisione sbagliata della giornata: continuare e scendere dall’altra parte. 


La progressione quindi continua lenta per tutte le cordate sulla via che scelgono di proseguire legati anche dopo la cima per tutta la cresta di discesa del pizzo maggiore. Chi era in testa ha difficoltà a trovare la discesa e arriviamo alla forcella tra i due pizzi, ove cominciano le doppie, che è quasi buio, il tramonto è mozzafiato ma l’ansia per il buio che avanza è tanta.






 Decidiamo di scendere e farci tutte le doppie assicurati mentre in una situazione normale dopo la seconda doppia si può scendere tranquillamente faccia a monte fino ai due terzi del canale e poi proseguire su pendenze più modeste.
Alle 23:00 finalmente ci ritroviamo tutti nel bosco, alleggeriamo dalle corde i malcapitati in coda che si sono smontati tutte le doppie e scendiamo verso il Donegani alla luce delle frontali per molti quasi scariche.

Nel frattempo Francesco, Gianpa, Antongiulio e gli assennati che non hanno continuato la salita dopo il canale della Galleria (Franco, Patrizia, Simone e Paola) ci aspettano preoccupati in fondo valle fino a mezzanotte. A loro va il nostro grazie per la pazienza dimostrata.

Posso solo dire che: da una parte il fato ci ha voluto bene ancora una volta e dall’altra porterò sempre con me la magia delle Apuane innevate in una notte di luna e meravigliosamente stellata, passata con gli sciagurati compagni di cordata.


Mancava ancora una cosa per concludere la serata: più che la fame, la sete e la stanchezza potè la ricerca del proprio materiale!!!

mercoledì 6 febbraio 2019

M. Corchia salita per canali

Il Martedì precedente l'uscita al Canale Botre al Libro Aperto il gruppo si riunisce in sede. Le previsioni meteo soprattutto in Appennino sono pessime, perturbazione nevosa importante e salita del canale impossibile da affrontare. Il consiglio direttivo individua la meta più probabile per non rimandare la gita in programma. Il M. Corchia in Apuane è l'obbiettivo fissato. Meno conosciute sono le possibilità invernali, rispetto alle più conosciute vie rocciose sulla bastionata occidentale. Nonostante non sia facile trovare in condizioni i profondi canali, vista la quota relativamente bassa e la vicinanza dal mare, un nutrito gruppo di gattipini si dirige verso Passo Croce punto di partenza per gli itinerari prefissati.


Il gruppo intero si divide per due itinerari: la parete nord del Corchia e il Canale Ovest di Destra.




Il Canale Ovest si trova a sinistra dei torrioni di Passo Croce e sbuca fra il primo torrione e l'anticima. 



Tre cordate si alternano sul canale fino all'uscita.



La discesa viene affrontata per il più famoso Canale Pirosetto.


Qualcuno del gruppo si concede, dopo la soddisfacente ascesa, un momento di relax.



Il gruppo intero si compatta per una meritata merenda.


Un particolare ringraziamento va a Simone per la sua disponibilità e per aver proposto una alternativa alla gita. Ed infine un ringraziamento a tutti i partecipanti.


domenica 27 gennaio 2019

Cascate di ghiaccio in Val di Tures

La "vecchia guardia" parte addirittura il giovedì sera, in modo da sfruttare l'intera giornata di venerdì.
Scelta determinante perché il posto del pernotto si rivelerà un po' troppo "poco riscaldato" e così la mattina dopo, grazie al loro avvertimento, avremo tempo di cercare un'altra sistemazione per tutti.
Così venerdì pomeriggio, mentre loro scalano "Tristenbach", il resto della truppa si mette in macchina. Ci ritroveremo insieme la sera, dopo cena, nella nuova location.
Sabato mattina la vecchia guardia parte per Jahrzahlwand, mentre noi ci dividiamo in due gruppi: uno diretto a Tristenbach, l'altro alla ricerca della traccia verso Ursprung.
Tristenbach si trova in un bell'ambiente, solitario, 4 tiri, di cui uno di raccordo ed uno, l'ultimo, in comune a varie linee di salita, per cui si creerà un po' di affollamento con conseguente attesa.
    

Nessun affollamento invece su Ursprung che, avendo richiesto 4 ore (!) di avvicinamento nella neve alta, si rivelerà bella quanto solitaria... ma anche un po' bagnata, tanto da ghiacciare una corda. 
    
    

La cena la facciamo tutti, ma proprio tutti, insieme al calduccio della nostra mitica Pensione a Selva dei Molini (raccomandatissima!).
 
Domenica mattina la vecchia guardia, con già 2 salite nel sacco, si accontenta della palestra di Angerer, mentre noi ci dividiamo ancora in 2: un gruppo verso la solita Tristenbach,

l'altro verso Jahrzahlwand.
 
Il freddo è pungente (-14° / -18°) ma l'ambiente intorno è stupendo, e tutto fila liscio. Così nel primo pomerriggio possiamo già fare rotta verso Firenze.
        
Un rigraziamento particolare al nostro presidente che, pur avendo progettato ed organizzato l'uscita, ha dovuto rinunciare per cause di forza maggiore.
Antongiulio, Cinzia, Cosimo, Daniele, David, Franco, Gian Marco, Simone, Stefano e, ovviamente,... la "vecchia guardia"!

martedì 8 gennaio 2019

CARTOLINE DAL NORD: i canali ai tempi del Cambiamento Climatico

Zuccone Campelli per canale Camosci (PD-) – traversata al Pesciola - discesa per canale della Madonnina (F+)

6 Gennaio 2019 – Lecco (LC)

Trasferiti al Nord ormai da un anno, stiamo perlustrando nuove zone.

Oggi siamo stati in Valsassina (https://it.wikipedia.org/wiki/Valsassina), Lecco. Vista la poca neve ed il molto freddo, desideravamo orientarci su un canale e la scelta è caduta sulla traversata dello Zuccone Campelli e del Pesciola, dai canali dei Camosci e dalla Madonnina. Viste le temperature di questi giorni abbiamo optato per un vestiario consono all’ambiente invernale alpino…sudando molto!!

Parcheggiata l’auto abbiamo raggiunto i Piani di Bobbio e siamo scappati a gambe levate dalle piste, puntando al conoide alle spalle del Rifugio Lecco, dal quale si dipartono i canali.


Abbiamo deciso di fare il giro contrario a quello solitamente proposto: salire dal canale dei Camosci (PD-), fare la traversata (breve di cresta), verso lo Zucco Pesciola, e scendere dal canale della Madonnina (F+). 


Preso a sinistra per il canale dei Camonsci, questo si stringe rapidamente, senza passaggi tecnicamente molto difficili, regalando una salita in un ambiente molto bello. Le condizioni della neve erano buone, fatto salvo la scarsa quantità. 





Dall’uscita del canale, per cresta e con qualche passaggio esposto protetto con una catena, si raggiunge la cima dello Zuccone (2165m), dal quale si apre una vista splendida che spazia dagli appennini al Rosa. 





Tornando sui nostri passi abbiamo proseguito la breve ma suggestiva cresta, verso l’uscita del canale della Madonnina: qui abbiamo capito perché solitamente viene percorso al contrario (vedi foto del muro verticale da scendere ramponati!) 




Il canale della Madonnina si è rivelato molto facile, sebbene ancor meno innevato del precedente. 





Per quanto non estremamente faticosa, il panorama che si gode sulle Grigne e sui monti più distanti vale la fatica…quello che scoraggia è la vista e l’odore dell’erba secca tutto intorno.

Lisa e Matteo



Relazioni:

CANALE CAMOSCI - www.on-ice.it/onice/onice/upload/cache/120_4.pdf

CANALE MADONNINA – www.on-ice.it/onice/onice_view_itinerario.php?type=4&id=121

TRAVERSATA - www.on-ice.it/onice/onice_view_report.php?type=4&id=6729



Traccia:

www.gulliver.it/itinerario-mappa/62893/