lunedì 28 settembre 2026

5-6 Settembre 2026 Antelao

 

Antelao (m. 3.264)

5-6 settembre 2026 

Alpinismo classico

 

Organizzatore: Giampaolo Parigi
 
La scelta per l'attività di salita lunga una via normale di interesse è caduta sul monte Antelao.
 
 Non essendoci nel gruppo attivo alpinisti che l'abbiamo salito di recente, Giampaolo e Andrea decidono di sacrificarsi e due settimane prima dell'uscita hanno deciso di andare in avanscoperta, così al momento di salire con il gruppo i punti caratteristici e critici della salita sono chiari.
Il rifugio adatto a fare da base per la partenza prima dell'alba è il Rifugio Galassi, intitolato a Pietro Galassi, tenente del VII Alpini, situato a quota 1918 metri di quota e aggiungibile dopo una salita di 1000 metri di dislivello da San Vito di Cadore.
Il lato di salita alternativo dal Praciadelan, sopra Calalzo di Cadore sarebbe potuta essere una valida alternativa, benché più lunga ma con dislivello leggermente inferiore.
 

Partecipanti (12)
 
Giampaolo P., Carla, Giampaolo M., Gianmarco F., Andrea F., Giacomo, Carlotta, Lorenzo C., Sergio, Alberto T., Francesca M., Igor.
 
Descrizione
 
 Ritrovo davanti alla piscina Paganelli alle ore 7:00 di sabato 5 settembre.
Il viaggio dura quasi 5 ore, compresa la sosta colazione e la sosta per l'acquisto di qualcosa da mettere sotto i denti per il pranzo da parte di chi non si è portato il panino da casa.
 
Il tempo è quasi perfetto, se non fosse che le temperature sono decisamente oltre la norma del periodo. Questo riduce sicuramente i rischi di trovare tracce di ghiaccio sulle laste e lungo il resto della via.
 
La salita da San Vito al rifugio Galassi avviene sotto il sole pomeridiano, che mette a dura prova la resistenza a condizioni sempre più frequenti in seguito al riscaldamento globale. La pausa birra viene anticipata subito al rifugio Scotter, solo dopo poche centinaia di metri (1.580 m) ed è la birra a contribuire al bagno di sudore che viene fatto per salire i 500 metri restanti necessari a superare la forcella che si trova a 2.100 m e che precede il rifugio Galassi.
 
  
L'arrivo al rifugio come sempre è una bella soddisfazione ma anche liberazione.
La sistemazione per qualcuno è in una camerata grande con altri ospiti e per alti in una camerata piccola.
 



 Il rifugio è pieno di ospiti internazionali, che percorrono il percorso di trekking della "Marmotta", nome dato da qualche agenzia che attira turisti che vengono forniti di traccia GPS, che prevede la partenza da San Vito e l'arrivo ad Auronzo di Cadore, passando, dopo il Galassi, per i rifugi Chiggiato, Baion e Ciareido, lungo la catena delle Marmarole.
 
La cena è buona, anche se, inizialmente, le quantità sembrano essere un po' scarse.
Il giorno della salita la colazione è alle 5:30 e più o meno riusciamo ad accumulare abbastanze energie per poter sopportare lo sforzo di salire i 1.200 metri di dislivello che ci separano dalla cima dell'Antelao.
 
La partenza del gruppo avviene alle 6:10 e alla forcella il materiale che non serve alla salita viene nascosto tra i mughi. La salita inizia ripida e dopo una centinaia di metri compare l'anfiteatro roccio che deve essere percorso da sinistra a destra, fino a raggiungere la zona delle cengie denominata "la Bala", che ci fa prendere confidenza con l'esposizione, superata la quale si arriva alla zona delle laste inferiori.
  

  
 
E' però alle laste superiori che inizia la parte più tipica dell'Antelao: un lastrone uniforme con pendenza tra i 40° e 45°, da salire con passo fermo e tecnica simile a quella tipica usata nella progressione su ghiacciaio, evitando il più possibile le parti con deposito di ghiaia e sassi che, oltre a far scivolare inziando a rotolare metterebbero a rischio gli alpinisti che si trovaserro sotto. 





 Il tratto finale della via normale è costituito da passaggi di I e II grado e continui tratti con discreta esposizione, che richiedono continua attenzione per evitare non solo di cadere, ma anche di far cadere pietre addosso a coloro che seguono.
 

 L'arrivo sulla vetta è di grande soddisfazione.
 
 

 

La discesa è dura, ma alla fine la soddisfazione è enorme.
Uscita ben riuscita!
Evviva il GATP! 


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