Nasce di martedì, dalla prolifica mente del superPresidente GATP, l'idea di recuperare il sabato successivo la naufragata uscita di marzo.
L'idea è quella di portare a ruzzare in campo aperto le nuove leve partorite dai recenti corsi di A1 e AL1.
E così, raccolte 3 disponibilità, viene lanciato un certo baco e "abboccano"... ben 15 pesci!
Si parcheggia sopra Stazzema, destinazione un attacco di massa alla traversata dei Bimbi del Procinto.
L'avvicinamento non è particolarmente selettivo, così all'attacco si forma inevitabilmente un po' di coda
così come nei punti chiave della traversata
Le attese sono comunque rese piacevoli dalla giornata primaverile e dall'esposizione favorevole al sole. Il presidente si gode dall'alto l'ottima riuscita dell'idea del martedì...
In cima evitiamo di aspettarci tutti per poi doverci rimettere in coda per la discesa, per cui le foto di vetta sono un po' sparpagliate
Alla base delle prime doppie di discesa, un paio di cordate ingannano i tempi morti assaltando anche la facoltativa Bimba.
Sul sentiero di ritorno finisce tutto a tarallucci e vino (leggi panino e birra) presso Casa Giorgini (per la precisione in Piazza della Passera); ristoro allietato dal rumore della sega elettrica che regimava la siepe (operazione improcrastinabile!).
La foto di gruppo alle macchine lascia anche intuire la soddisfazione di chi ha portato gloriosamente a termine la sua prima via da capocordata.
L'appuntamento è per maggio: assalto ai Pizzi del Bottino... i potenziali nuovi capocordata si ritengano avvisati! ;-)
martedì 11 aprile 2017
lunedì 10 aprile 2017
Un tranquillo sabato di manovre
Come ogni anno organizziamo un ripasso di manovre di autosoccorso della cordata a Montececeri dove possiamo sbizzarrirci con paranchi a copertoni di gomme e risalite della corda.
Anche quest'anno non abbiamo voluto essere da meno e al ritrovo in Piazza Mino da Fiesole eravamo un bel gruppo con nuovi gattpini provenienti dai corsi AL1 e A1 di questo e dello scorso anno.
Preparazione del paranco mezzo poldo

Risalita della corda
Anche quest'anno non abbiamo voluto essere da meno e al ritrovo in Piazza Mino da Fiesole eravamo un bel gruppo con nuovi gattpini provenienti dai corsi AL1 e A1 di questo e dello scorso anno.
Preparazione del paranco mezzo poldo
Si ragiona ancora di paranchi!

Risalita della corda
lunedì 13 marzo 2017
GATP al Bivacco K2
Da quattro anni il GATP propone un'uscita invernale di due giorni con pernottamento in bivacco: quest'anno, come due fa, siamo tornati al bivacco K2, alla testata di Val Serenaia, in Apuane.
Due giorni di sole si insinuano esattamente fra un venerdì di pioggia torrenziale e un peggioramento previsto per il lunedì; l'incastro perfetto è completato da condizioni ottime della neve.
In dieci ci troviamo a Novoli che è ancora notte, diretti al rifugio Donegani, per poi incamminarci sulla marmifera per Cava 27. Dopo poche curve la marmifera diventa una pista di pattinaggio e dobbiamo calzare i ramponi: in due giorni li toglieremo solo per entrare nel bivacco.
In varie cordate ripetiamo tutti la via dei Chiavaresi sulla nord del Contrario, poco sopra il bivacco; le condizioni sono magre ma eccellenti e scalare è un piacere senza rischi. In alto soffia un vento gelido che ci sferza fino alla discesa dalla cresta est.
All'imbrunire ci raccogliamo tutti intorno alla stufa del bivacco; la legna non manca ed il tepore è assicurato. Siamo però troppi per il nostro piccolo rifugio e alcuni dormiranno in tenda. Cuciniamo nella neve fusa un chilo e mezzo di tortellini e poi ci rilassiamo attorno al fuoco e ben presto veniamo assaliti dal sonno.
La mattina dopo due cordate si dirigono sul Canalino Nerli, mentre una cordata torna sul Contrario alla ricerca della Via del baco; gli altri preferiscono godersi la giornata con una passeggiata al bivacco Aronte. Sembra primavera e la neve al sole smolla, ma all'ombra della goulotte (così la troviamo) Nerli la neve è ancora ghiacciata e la scalata è una goduria.
A metà mattina siamo già sulla cima del Grondilice, abbiamo tutto il tempo per goderci il panorama ed il clima piacevole.
Ci ritroviamo tutti nel primo pomeriggio al bivacco e rapidamente raccogliamo le nostre cose; torniamo alle auto che c'è ancora tanta luce.
domenica 12 marzo 2017
Via della Galleria
Non ricordo l'itinerario, ma non importa, lo troveremo salendo. Nasce così per caso una salita di soddisfazione, semplice, che passa attraverso una galleria e poi si insinua in un canyon che sbuca in cresta. Per le difficoltà contenute (è paragonabile all'Amoretti-Di Vestea) e l'ambiente unico la consiglio vivamente a tutti coloro che hanno un'anima esploratrice e la passione per le Apuane d'inverno: poiché la relazione non è pubblicata (credo) da nessuna parte, la riporto qui a beneficio del gruppo.
Avvicinamento: dal campeggio in Val Serenaia proseguire fino alla casa isolata nella radura; salire sulla sinistra per tracce di sentiero segnate da ometti fino ad inoltrarsi nell'ampio vallone del Rio Sambuco. Risalire il vallone al centro puntando l'evidente galleria alla base del Pizzo Maggiore.
Entrare nella galleria e proseguire nel canalino, delimitato a destra da un'alta parete rocciosa e a sinistra da una crestina nevosa, fino a quando termina in una nicchia (grossa clessidra in alto).
Salire sulla crestina a sinistra (passo verticale) e percorrerla per qualche metro fino ad immettersi nell'ampio canale a sinistra (fino qui si può anche giungere anche senza passare attraverso la galleria).
Salire piegando a destra (non immettersi nell'ampio canale a sinistra) immettendosi in un canyon delimitato da alte pareti.
Risalire il canyon (osservare la roccia, molto caratteristica) e seguirlo quando curva nettamente a sinistra, fino a sbucare, dopo un ripido tratto, in cresta (due cordini di via).
La discesa più veloce è per la stessa via di salita, evitando la galleria.
La via non prende mai sole e quindi è adatta per essere salita al termine della stagione.
McF
martedì 7 febbraio 2017
Ghiaccio a Sappada
Un lungo periodo di freddo intenso seguito dal bel rialzo termico di questi giorni crea le condizioni perfette per un ghiaccio plastico e divertente da scalare. Così una decimata truppa, incurante delle talebane previsioni meteo, si lancia alla conquista di Sappada, ridente località sciistica a cavallo tra Veneto e Friuli e punto di riferimento indiscusso per i ghiacciatori del nord-est. La zona è ricca di tante belle colate, non tutte in condizione, ma quelle che ci sono bastano e avanzano per divertirsi.
Nei due giorni ci incroceremo spesso con un numeroso corso di cascate del Cai di Padova diretto dal guru Francesco Cappellari, per fortuna senza mai darci troppo fastidio.
Il primo giorno ci mettiamo subito al lavoro su Diagonal, una via di due tiri raggiungibile facilmente...basta guadare il Piave.
La classica linea di destra è occupata...improvvisiamo quindi una salita da sinistra.
Sosta su viti e poi via su un muro bello verticale e continuo. Perfetto come primo giorno.
Scendiamo in doppia e non abbastanza sazi la rifacciamo da destra sulla via originale, meno impegnativa...
...tranne questo passaggio un po' "pepato"!
Il ghiaccio plastico rende la progressione molto divertente. Nel pomeriggio la neve mista a pioggia ci inzuppa ben bene ma portiamo comunque a termine la positiva giornata.
Rientriamo in albergo e dopo una bella doccia calda e un'ottima e abbondante cena Cappellari ci invita alla proiezione di un suo filmato realizzato su cascate di Colorado e Canada. Bella serata!
Secondo giorno. Ci alziamo con una bella sorpresa: una innocua spruzzatina di neve nella notte ha conferito al bosco un aspetto fatato. Temperatura fredda, cielo terso. Giornatina spaziale.
Spalle intorpidite ma morale alle stelle. Partiamo alla volta di Specchio di Biancaneve, una spettacolare colata di 240 metri continua e articolata.
Attacchiamo la parte appoggiata, una cordata va a sinistra, l'altra va a destra. La cascata è talmente larga che si può passare ovunque.
Il quinto tiro invece è obbligato e ci porta ad una nicchia dalla quale non resta che calarsi.
Nel frattempo il tempo volge al brutto. Mentre scendiamo inizia a nevicare...ma non importa, rientriamo alla base con bottino pieno.
Antonio, David, Francesco, Luca, Stefano
Nei due giorni ci incroceremo spesso con un numeroso corso di cascate del Cai di Padova diretto dal guru Francesco Cappellari, per fortuna senza mai darci troppo fastidio.
Il primo giorno ci mettiamo subito al lavoro su Diagonal, una via di due tiri raggiungibile facilmente...basta guadare il Piave.
La classica linea di destra è occupata...improvvisiamo quindi una salita da sinistra.
Sosta su viti e poi via su un muro bello verticale e continuo. Perfetto come primo giorno.
Scendiamo in doppia e non abbastanza sazi la rifacciamo da destra sulla via originale, meno impegnativa...
...tranne questo passaggio un po' "pepato"!
Il ghiaccio plastico rende la progressione molto divertente. Nel pomeriggio la neve mista a pioggia ci inzuppa ben bene ma portiamo comunque a termine la positiva giornata.
Rientriamo in albergo e dopo una bella doccia calda e un'ottima e abbondante cena Cappellari ci invita alla proiezione di un suo filmato realizzato su cascate di Colorado e Canada. Bella serata!
Secondo giorno. Ci alziamo con una bella sorpresa: una innocua spruzzatina di neve nella notte ha conferito al bosco un aspetto fatato. Temperatura fredda, cielo terso. Giornatina spaziale.
Spalle intorpidite ma morale alle stelle. Partiamo alla volta di Specchio di Biancaneve, una spettacolare colata di 240 metri continua e articolata.
Attacchiamo la parte appoggiata, una cordata va a sinistra, l'altra va a destra. La cascata è talmente larga che si può passare ovunque.
Il quinto tiro invece è obbligato e ci porta ad una nicchia dalla quale non resta che calarsi.
Nel frattempo il tempo volge al brutto. Mentre scendiamo inizia a nevicare...ma non importa, rientriamo alla base con bottino pieno.
Antonio, David, Francesco, Luca, Stefano
lunedì 2 gennaio 2017
COULOIR DELL'H
Picca, rampone, picca, rampone, picca, rampone, sempre più veloce; poi la corda si ferma e torna un po indietro. Sarà arrivato in cima? tiro su la testa e vedo 40 metri sopra l'ultimo muretto roccioso e le corde che lo superano. La corda rientra in tiro ed allora ricomincio a salire con i piedi che mi si muovono negli scarponi un paio di numeri più grandi. Finisco il canale, arrivo al muretto e lo supero aiutandomi con le mani. Nello stesso istante in cui vedo Matte a pochi metri di distanza, vengo investito dal bellissimo sole; lo stesso sole che avevamo visto per l'ultima volta quasi 24 ore prima, quando stavamo partendo da casa nostra dopo una giornata di scuola (per me) e di lavoro (per Matte). Mi torna in mente il viaggio fino ad Arco dove ci siamo fermati a cena; mi torna in mente l'idea (malata) di dormire in auto, aspettare l'apertura dei negozi per comprare un paio di scarpette e il giorno seguente scalare comodamente in qualche calda falesia; mi torna in mente l'ora di camminata fino al bivacco che abbiamo raggiunto a mezzanotte, durante la quale abbiamo tentato di inventare mille e più scuse per tornare indietro, tutte dimenticate nel momento in cui superando un dosso, ci siamo trovati immersi in una splendida valle debolmente illuminata dalla luna; esattamente in quel momento, insieme alla luce delle nostre frontali, si è spenta l'ansia.
La dormita in quel bivacco estremamente freddo e la "ravanata" per arrivare alla base del couloir del quale ovviamente non conoscevamo l'accesso.
Il primo tiro, il canalone in conserva, il male ai piedi e la neve nel collo, fino ad arrivare ai tiri di misto e poi ancora nel canale fino in cima.
Mi torna in mente tutto questo e penso che nonostante la fatica, "svegliarsi" il sabato mattina alle 11 e trovarsi in vetta al monte Nero sia una figata!
17/12/2016 Matte & Dodo
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