martedì 8 gennaio 2019

CARTOLINE DAL NORD: i canali ai tempi del Cambiamento Climatico

Zuccone Campelli per canale Camosci (PD-) – traversata al Pesciola - discesa per canale della Madonnina (F+)

6 Gennaio 2019 – Lecco (LC)

Trasferiti al Nord ormai da un anno, stiamo perlustrando nuove zone.

Oggi siamo stati in Valsassina (https://it.wikipedia.org/wiki/Valsassina), Lecco. Vista la poca neve ed il molto freddo, desideravamo orientarci su un canale e la scelta è caduta sulla traversata dello Zuccone Campelli e del Pesciola, dai canali dei Camosci e dalla Madonnina. Viste le temperature di questi giorni abbiamo optato per un vestiario consono all’ambiente invernale alpino…sudando molto!!

Parcheggiata l’auto abbiamo raggiunto i Piani di Bobbio e siamo scappati a gambe levate dalle piste, puntando al conoide alle spalle del Rifugio Lecco, dal quale si dipartono i canali.


Abbiamo deciso di fare il giro contrario a quello solitamente proposto: salire dal canale dei Camosci (PD-), fare la traversata (breve di cresta), verso lo Zucco Pesciola, e scendere dal canale della Madonnina (F+). 


Preso a sinistra per il canale dei Camonsci, questo si stringe rapidamente, senza passaggi tecnicamente molto difficili, regalando una salita in un ambiente molto bello. Le condizioni della neve erano buone, fatto salvo la scarsa quantità. 





Dall’uscita del canale, per cresta e con qualche passaggio esposto protetto con una catena, si raggiunge la cima dello Zuccone (2165m), dal quale si apre una vista splendida che spazia dagli appennini al Rosa. 





Tornando sui nostri passi abbiamo proseguito la breve ma suggestiva cresta, verso l’uscita del canale della Madonnina: qui abbiamo capito perché solitamente viene percorso al contrario (vedi foto del muro verticale da scendere ramponati!) 




Il canale della Madonnina si è rivelato molto facile, sebbene ancor meno innevato del precedente. 





Per quanto non estremamente faticosa, il panorama che si gode sulle Grigne e sui monti più distanti vale la fatica…quello che scoraggia è la vista e l’odore dell’erba secca tutto intorno.

Lisa e Matteo



Relazioni:

CANALE CAMOSCI - www.on-ice.it/onice/onice/upload/cache/120_4.pdf

CANALE MADONNINA – www.on-ice.it/onice/onice_view_itinerario.php?type=4&id=121

TRAVERSATA - www.on-ice.it/onice/onice_view_report.php?type=4&id=6729



Traccia:

www.gulliver.it/itinerario-mappa/62893/

domenica 10 giugno 2018

CAVALLO

Il Monte Cavallo è una meta classica dell'arrampicata in Apuane. Dalla galleria ci incamminiamo in sette, lungo la marmifera, e grazie all'aria fresca mattutina raggiungiamo rapidamente la parete nordest.


Nuvole basse si avvicinano minacciose, ma rimarranno innocue per tutto il giorno, seppur a momenti ci inonederanno in una fitta nebbia.
Mentre Franco e Patrizia si lanciano su Arte e maniera, propongo agli altri di scalare la Punta Carina, guglia appuntita ben evidente poco oltre il Passo della Focolaccia. La voglia di esplorare nuovi spazi è sempre forte e gli altri raccolgono l'idea.

Franco e Sergio risalgono la via normale mentre Simone, Andrea e Matteo affrontano la parete nord. Ci ricongiungiamo poco sotto la vetta e insieme raggiungiamo la cima aguzza.
Una doppia nel vuoto e purtroppo la breve avventura è già finita. Una fermata all'Aronte è comunque d'obbligo.

Rimane il tempo per due tiri sulla nordest del Cavallo, e la giornata è piena.
Sergio, Matteo, Andrea, Franco B, Franco F, Simone e Patrizia.










mercoledì 6 giugno 2018

Come si dice? Marguareis?

Il finire di questa fresca primavera ci regala un fine settimana con buone condizioni di neve anche ad altitudini non elevate, il Marguareis si rivela un'ottima destinazione per una bella e remunerativa gita, in un'area naturale protetta un po' alternativa rispetto ai soliti giri classici. Il gruppo formato da otto Gattippini parte armato di piccozza, ramponi e tanto entusiasmo alla conquista della facile vetta dal canale dei Genovesi.


Un'oretta di cammino e l'entusiasmo viene un po' smorzato da un bel temporale con tanto di tuoni e fulmini. Ci ripariamo sotto un grande albero dalla fitta chioma e aspettiamo una tregua.


Si riparte.


Mille metri di dislivello e siamo all'ottimo e accogliente rifugio Garelli. La quota neve è relativamente bassa per il periodo anche se le temperature non sono per niente fredde.


Dopo una bella serata e una bella dormita ci alziamo prima dell'alba belli carichi. Colazione e via. Fuori dal rifugio il bel colpo d'occhio sulla montagna.


In venti minuti siamo all'attacco del canale. Il tempo di prepararci e cominciamo a pesticciare il ripido canalone. Il sole fa già capolino. La neve non è durissima ma sufficientemente portante.


Più si sale e più si impenna.


Fino ad arrivare al passaggio chiave. Quest'anno c'è molta neve, la strozzatura è piena e le difficoltà ridotte. Stendiamo una corda per sicurezza e passiamo agili come "camosci".


L'ultima rampa ripida...

E sbuchiamo sulla forcella dei Genovesi.


L'ultimo tratto di facile cresta e siamo in vetta.


Arriva anche il nostro Profeta con la sua consueta calma interiore.


Doverosa foto di vetta del nostro Leone che oggi è tornato a ruggire sulle vette alpine.


Dal rifugio alla vetta abbiamo impiegato circa 3 ore, un buon tempo. Ci godiamo il panorama qualche minuto e poi via giù dal canale dei Torinesi. Il tempo non è molto, sappiamo che nel primo pomeriggio pioverà sicuramente, e quando succederà meglio essere più in basso possibile. La discesa ci farà tribolare un po' per via di un primo tratto ripido e di una neve non proprio eccellente, ma a mezzogiorno siamo già al rifugio. Raccattiamo le nostre cose e via giù più velocemente che possiamo. Ma il temporale non riusciremo a scansarlo, fortunamente sarà solo l'ultima mezz'ora di cammino.

E' stato un bel fine settimana, una bella salita ma soprattutto un'ottima compagnia. Grazie a tutti i partecipanti. Alla fine solo un dubbio, come si dice Marguareis? :)

Matteo, Matteo, Lisa, Stefano, Sergio, Andrea, Federico, Francesco. 

mercoledì 30 maggio 2018

Laboratorio Centro Studi Materiali e Tecniche Cai - Torre di Padova

Di imparare non si finisce mai. Lo hanno sperimentato in prima persona gli amici del GATP che di buon grado hanno preso parte alla gita didattica di sabato 26 maggio. La gita, prenotata da tempo dati i lunghi tempi d'attesa necessari, ha infatti riscosso fin da subito una calorosa adesione ed è stata a detta di tutti un momento di utile formazione, fondamentale per chi frequenta la montagna con modalità alpinistiche. La precoce partenza non ha spaventato i 15 coraggiosi che di buon mattino si sono messi in viaggio alla volta della bassa padovana. 




La prima tappa è stata il Laboratorio del Centro Studi Materiali e Tecniche, presso il quale due cordiali guide che ci hanno mostrato in modo semplice ma efficace i vari effetti di un volo a corda bloccata e fattori di caduta 1 e 2 e la resistenza dei principali materiali impiegati in alpinismo. 




Tutta la visita si è articolata in alcuni preliminari spiegazioni teoriche supportate dalla proiezione di slide seguite da prove pratiche realizzate con l'ausilio di macchinari che misurassero le forze prodotte. Particolarmente significativa è stata la dimostrazione del grave calo di prestazione delle corde provocato dall'acqua.



La seconda tappa si è svolta alla Torre di Padova ed ha avuto come oggetto l'esame critico delle differenze fra un volo a corda bloccata e uno a corda frenata, sia in sosta che con l'interposizione di un rinvio. In questa fase ogni partecipante è stato attivamente coinvolto nelle prove e ha potuto rendersi conto dell'importanza di una sicura attenta e scupolosa al primo di cordata.


Nel complesso, la giornata è stata mentalmente intensa ma ricca di spunti su cui riflettere.



Gruppo Alpinistico Tita Piaz (Firenze)

Gruppo Alpinistico Emilio Comici (Arezzo)

 

lunedì 26 marzo 2018

A sinistra del Gobbo





Dopo un febbraio e metà marzo funestati da condizioni meteo avverse,finalmente un we decente! Le condizioni della neve  sono previste poco buone, ma la voglia di rimettere  in moto picche e ramponi è tanta.

Otto eroici  gattippini sono dunque pronti alle sei di domenica mattina (nonostante l'ora in meno di sonno) per dirigersi in apuane...destinazione designata Vinca, da li si vedrà il da farsi in relazione alle condizioni. 






La neve è decisamente meno abbondante, almeno su questo versante, di quanto ci si aspettava, l'apuanista per eccellenza mcFaggi consiglia il canale a sinistra del gobbo e verso quello ci dirigiamo.



Un primo salto si rivela la parte più impegnativa della giornata, la neve sotto al saltino sfonda completamente, per  fortuna nella parte superiore  le picche tengono bene e con la moderna tecnica detta "del cinghiale sugli specchi" il passaggio è forzato.




Il canale prosegue senza eccessive difficoltà.



La neve tiene bene e ci divertiamo spiccozzare, attrezzare soste ed ad usare un po di balocchi.



Usciti dalla parte più incassata del canale siamo al sole e la neve comincia decisamente a smollare, l'ultima parte  la discesa per l'adiacente canale del gobbo si svolgerà su neve via via più molle.


Nel complesso una bella e divertente giornata di sole, come al solito in ottima compagnia.